Cuba nel 2026: si parte ancora? La risposta onesta di chi ci va (e vive) davvero
apr 132026
Cuba fa paura, in questo momento. I titoli dei giornali parlano di blackout, crisi del carburante, dengue, 24.000 turisti in meno solo a gennaio 2026 rispetto all'anno scorso… E chi organizza viaggi sull'isola si trova ogni giorno a rispondere alla stessa domanda: vale ancora la pena partire?
Noi di ColorTravels ci andiamo da vent'anni, io (Veronica) ho casa a Trinidad (i nostri viaggiatori lo sanno, e una spaghettata a casa con qualcuno di loro ce la siamo anche fatta!). La risposta non è semplice, ma ve la diamo lo stesso — perché i nostri viaggiatori meritano onestà, non depliant patinati. Non lo abbiamo mai fatto, e tantomeno inizieremo a farlo adesso. Cuba non è per noi solo una destinazione turistica.
La situazione reale:
I trasporti pubblici sono fortemente ridotti, quasi azzerati, e comunque non sono quei servizi pubblici per turisti. I mezzi privati sono difficili da reperire per la penuria di carburante, e gli spostamenti fuori dalla capitale non possono essere garantiti.
I blackout esistono, alcune strutture alberghiere hanno avuto chiusure temporanee. Nonostante questo, mole case particular, i B&B privati gestiti dalle famiglie cubane, si sono organizzati, e quasi tutti hanno un generatore di corrente, in molti casi alimentato da pannelli solari (visto che la benzina scarseggia anche per i generatori).
La situazione generale della sicurezza è peggiorata rispetto agli anni scorsi, con un aumento di borseggi e furti, principalmente all’Havana, mentre nella cosiddetta “provincia” (Viñales, Trinidad etc) non è cambiato niente rispetto al passato e i (pochi) turisti condividono tranquillamente la loro esperienza con i locali. Detto questo chiaramente, aggiungiamo quello che i giornali non dicono: Cuba ha sempre trovato il modo di accogliere chi la ama davvero.
Cosa cambia per chi viaggia con noi
Il nostro modello di viaggio — case particular, autista dedicato, assistenza in loco e via whatsapp 24/7 — è strutturalmente più resiliente di un pacchetto resort. Non dipendete dai trasporti pubblici. Non siete in un hotel che può chiudere per blackout, o che non risponde alle sollecitazioni del Tour Operator. Siete ospiti di famiglie cubane che sanno come gestire le emergenze, ormai diventate quotidianità, e viaggiate con i nostri autisti che conoscono l'isola meglio di chiunque altro, e con i quali io personalmente ho un rapporto personale da moltissimi anni: più che collaboratori, i componenti del nostro team a Cuba – case, autisti, guide, ristoranti di fiducia- formano una vera famiglia.
I nostri collaboratori sull’isola ci aggiornano ogni settimana. Sappiamo quali zone funzionano, quali tratte sono percorribili, dove si mangia bene. Lo slow travel, in un momento come questo, non è un lusso — è la forma di viaggio più adatta.